"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"

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한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다 Un'italiana che dalla Corea del sud va e viene.

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giovedì 6 agosto 2015

Sfogo di una che in Corea ha trovato un modo per rigenerarsi e crescere: ho fatto tutto da sola!

La logorroica torna a parlare e a sfogarsi~ 

Che vi piacciano i miei sfoghi o che non li sopportiate ... non importa. XD Quando sento il bisogno io scrivo e tanto anche!


Un pó mi ha aiutato il destino, un pó mi hanno aiutato mia madre e mia sorella, perché senza la loro spinta (in termini di consigli/rassicurazioni, non in termini materiali), non sarei mai partita.
Ma per il reto...


ho fatto tutto da sola!

Dove puó portarti la buona volontà? 
A fare grandi cose. Anche se dovessero essere concretizzazioni del futuro o semplicemente momenti eccezionali. 
Abbiate tutti passione, perché senza quella non potete sperare di andare tanto lontano. 
Ci sono persone più appassionate e diligenti della sottoscritta, sia chiaro, ma in questo sfogo parlo di me, per cui lasciate che mi senta soddisfatta di me stessa al momento.

Perché io, come altri pochi, ho fatto tutto da sola.
Perché ho potuto farlo e perché mi sono impegnata per farlo.

Ho preso in mano i libri e ho iniziato a studiare una lingua lontana anni luce dalla mia, per amore certo, ma ben presto è diventato un vero interesse, lo sapete. E come vi dicevo: senza passione non si va da nessuna parte.
Ho studiato e studio da autodidatta tutt'ora e diciamo che, in concomitanza con l'anniversario del blog, vi sarà anche la ricorrenza del mio inizio studio. Stiamo andando verso i tre anni ... quanto tempo che è passato.
É vero che mi ci sono messa di impegno serio solo dall'inizio del 2013, ma a ottobre del 2012 c'é stata la mia introduzione all'hangul.

Non sono perfetta, non sono accademica, ho un'organizzazione tutta personale, potrei sapere particelle dei livelli avanzati, quando fino a poco fa ero ignorante su alcune particelle del beggining. Ho una pronuncia straniera, non sembro coreana quando parlo (e la cosa non mi dispiace, io ho una mia identità anche se volente o nolente cambia quando parlo un'altra lingua), a volte "imito" troppo i drama, ma in effetti come esempio di ascolto ho avuto più quello che altro. Vi ricordo che ho studiato in Italia e il mio ex con me parlava un inglese strambo, solo negli ultimi mesi della nostra relazione iniziò ad esprimersi nella sua lingua. (mio cognato ancora ora spesso parla un mix di inglese coreano con me invece -.-)
Sono carente proprio in ascolto o dovrei dire UDITO! Tanto che ho problemi anche in Italiano, perciò ... figuratevi! E traduco spesso troppo letterale alla mia lingua, perché penso a volte troppo in italiano. 

Eppure... 
Mi destreggio comunque nel parlato e chiacchiero molto. 
Parlo. 
Mi butto e lo faccio sbagliando, imparando dagli errori. Facendo a volte figure barbine che rimarranno nella storia (chiedere se si vuole mangiare spaghetti pomodoro e figa, al posto del tonno, causa pronuncia errata è una delle cose da affiggere al muro di casa, non credete? xD). 
Ma grazie a quanto ho imparato da sola, ora lavoro e alleno la linguaccia lunga che ho costantemente. I problemi di farsi capire e capire ci sono ancora ogni tanto, sono abbastanza sicura spesso, ma non sempre. Poi sono insicura di natura quindi...  fate un pó voi. 
Eppure mi confronto con gli altri, imparo nuove cose, conosco persone nuove, faccio esperienze nuove.
L'inglese si sta fottendo sempre di più, schiacciato dal coreano, anche in termini di pronuncia. Purtroppo questo succede se non alleni una delle sue lingue e volendo imparare quella coreana, ho dovuto resettare il mio cervello impostato sull'inglese. Così dovrebbero fare tutti, se no ci si appoggerà sempre alla lingua più conosciuta.
Una volta avevo una bellissima pronuncia americana, ora pure quella é perduta. Il resto é assopito, ma davvero ben addormentato manco avesse preso un super sonnifero. La pronuncia invece si è proprio andata a fottere temo.

Il mio pregio é che non mi arrendo. Per le cose che amo sono determinata e cocciuta. 
Se non so un vocabolo, lo spiego! Ovvero giro intorno al problema con la mia innata parlantina e mi faccio capire. Risolta la cosa, di solito mi dicono "Aaah! Intendi (vocabolo che non conoscevo)" trovando l'arcano. E non pensate che sia comunque un impedimento, il concetto arriva comunque veloce e chiaro per il 90 % delle volte.
Sarà che sono abituata a comunicare prendendo la gente per mano, come farei nel mio lavoro originario, con i bimbi. Sarà che parlo troppo, sempre e comunque. (Un nuovo amico coreano dopo solo due incontri mi ha già etichettata come "chiacchierona")

Oh, sono fatta così e mi piaccio! 
La parlantina é solo un mio pregio non un diffetto...  credo.

Insomma se rivolgo la testa indietro, osservando tre anni esatti fa, quando ero appena giunta in una terra sconosciuta, vista solo in tv, non sapevo una MAZZA della lingua, non sapevo leggere l'hangul e mai avrei pensato di poter un giorno lavorare qui e viverci. Alla fine della vacanza, il mio, era solo un sogno che reputavo irrealizzabile. 
Fare esperienze simili io???? Già tanto che abbia fatto una vacanza! 
E con la lingua come faccio? Non mi sento sicura nemmeno con l'inglese!
E invece guarda un pó dove sono arrivata ...  e tutto per merito di me stessa.


Vorrei dirvi: dunque che aspettate? Muovete davvero i sederini, come spesso vi esorta a fare gente che magari arriva alla meta per merito altrui fondamentalmente. Perché nel mio vagare in Corea ho incontrato gente che etichettava gli altri come: codardi, privi di palle che non muovevano il culo per crearsi le proprie occasioni, che non si davano da fare nel realizzare un sogno, che non sapevano rapportarsi con il luogo, incapaci nella vita di star soli. Incapaci nell'affrontare situazioni sgradevoli ecc ecc ...  E ci sono davvero coloro che si ritroverebbero in questa descrizione, ma ... Spesso si scopre che tutto ciò che costoro dicono degli altri, altro non è che uno specchio di se stessi. Il riflesso della loro sconfitta e insoddisfazione, gettata però addosso agli altri per invidia e sfogo.
Insomma quando uno ti dice tutto ciò che ho scritto sopra, ma in effetti tu risulti il contrario di quel che pensa, logicamente il tipo non parlava di te, lo faceva apparentemente. In verità parlava di sé.
Ridere in faccia a certi poveretti è la sola soluzione. E pregare per loro che si sistemano nella coscienza e nella vita.
Io dico sempre che:

la Corea cambia le persone
o in meglio o, spesso, in peggio.

Tira fuori lati di noi che non conosciamo. Lati che ci piacciono o non ci piacciono. Che accettiamo o meno, oppure che facciamo finta di accettare.
A me è servita per tirare fuori le palle che avevo all'interno (metaforicamente parlando sia chiaro XD), a rendermi indipendente, a capire di star bene anche da sola, sebbene un pò di compagnia la gradisco eccome. Ma non è sempre così, alcuni giorni più sono lasciata in pace dagli altri e meglio è. Mi ha fatto comprendere che ho grandi capacità, basta solo metterle in atto, che sono una che non si perde in un bicchier d'acqua e non vado in panico per niente (come invece succedeva a casa). Mi ha resa più sensibile verso gli altri (lo sono già di mio ma ... ancor di più), più aperta verso un popolo, ma anche più ferma, decisa e severa quando devo. Specie con chi mi ringhia addosso le sue porcate facendole passare per le mie, allora lì sì che reagisco tirando fuori gli artigli. Bocche spalancate per incutere timore verso gli altri, dai finti denti di gomma, che sperano di sottomettere gli altri mostrando una forza del tutto falsa. Non per niente, davanti ai miei artigli, veri anche se retrattili, l'unica arma che gli rimane è dar fiato a quella bocca sdentata alle mie spalle e di fronte alla sottoscritta invece, mettersi in posizione di sottomissione, come dei cani a pancia all'aria.
Vergognosi esseri che si approfittano dei più deboli di carattere e ci giocano come marionette. Rendendosi pure conto della loro follia, credendo però che sia una cosa normale.
Gente che ora si sta mangiando il fegato, sapendo dove sono arrivata e che sono felice. Gente che vorrebbe fare la mia stessa esperienza, ma non hanno il coraggio e si lamentano pure. Gente che si crede adulta (e di età lo sono davvero), ma che sono rimasti con il cervello nell'epoca "bimbominchiana", e non intendo dire che sono infantili, anche, ma un comportamento infantile lo posso dimostrare anche io e lo faccio spesso. Solo che io ci gioco, amo il mio lato giocherellone ancora legato all'infanzia, costoro invece sono proprio fuori regola, fuori da ogni comportamento umanamente corretto e maturo. C'è differenza dall'essere infantile e l'essere immaturo. Una persona matura può fare l'infantile, ma uno immaturo infantile lo è e basta, pesantemente pure. Adultiminchia che si atteggiano tanto a indipendenti, quando il loro percorso glielo stanno pagando i genitori. E che continuerebbero così fino a 80 e passa anni. Gente che si piange addosso o da la colpa agli altri per i proprio insuccessi. Se non trovano lavoro ad esempio, ma nemmeno lo cercano. 
Insoddisfatti che recano dolore agli altri.
Non a me, sia ben chiaro, io ci piscio sopra ai loro comportamenti. Anzi, sarei una che forse provoca abbastanza in questi casi, attirandosi magari delle grane.


"Muovete il sederino", personalmente posso dare a questa cosa solo metà della
veridicità: sì, come me molti di voi possono farcela, anche da soli! Ma non tutti purtroppo.
E' comodo dire agli altri "datevi da fare se volete ottenere quella cosa" quando il culo lo si ha parato per un buon 50% o più. Quando non si ha problemi di soldi in famiglia o quando come me, si ha una certa età (sembro una nonna a parlar così), che mi ha permesso di uscire dalle superiori in un tempo ancora abbastanza ricco per l'Italia, immergendomi da subito nel mondo del lavoro, che mi ha concesso di mettere da parte soldi. Perché purtroppo anche chi vorrebbe lavorare o deve lavorare per realizzare un sogno, ora come ora parte svantaggiato rispetto ad anni fa.
Non facciamo gli splendidi, se il merito del nostro operato non è per lo meno dell'85% , e non provocate la gente che a differenza vostra, magari, non puó sperare nemmeno in un 10% di aiuto altrui. Gente che dovrebbe dare e sarebbe disposta a dare il 100% ma non puó comunque, perché schiacciati da una realtà diversa dalla vostra e dalla mia.

È errato dire che tutti ce la possono fare, anche nei confronti della lingua o dell'adattamento al vivere qui, perché ognuno ha la sua capoccia e il suo carattere, i suoi limiti e in molti sperano di poter avere un percorso similare al mio senza peró sapere realmente se saranno in grado di rivoluzionare la propria vita e in molti purtroppo falliranno. I viaggi cambiano le persone é vero, ma aspettarsi i miracoli é assurdo. Non aspettatevi nulla, perché é in base anche a voi stessi se le cose succedono o meno. Poi c'è chi ha pure la fortuna dalla loro.
Non cercate, vivete e attendete. Ma fatelo tirandovi su le maniche se potete. 
Se fallite nel tentare (per chi puó per lo meno tentare) sappiate che la colpa può essere imputabile a voi stessi. Perché forse avete avuto un atteggiamento sbagliato verso tutto; perché vi siete trastullati in cazzate al posto di migliorarvi o semplicemente perché non è il vostro momento. Anche se quest'ultima cosa sembra tanto una cazzata.
O perché semplicemente non siete adatti a questa parte del modo. Non a quello vero, di chi lavora e va avanti con le proprie forze.
Se davvero avete in mano il potere di ritagliarvi piccole o grandi possibilità, fatelo! E cercate di ottenerle, non lasciatevele sfuggire. 


Per il resto faighting! 

Che anche se non siete all'università non vuol dire che non ce la farete ad imparare una lingua e a venire a fare un pó di esperienza qui; che gli universitari spesso non sono che un cacio di cavallo, e il fatto che abbiano una borsa di studio a volte non vuol dir che siano a grandi livelli ( spererei bene di sì se l'hanno preso all'ultimo anno, ma per i primi anni di università ad esempio, il test per ottenerla è semplice). E nemmeno quelli che studiano direttamente qua sono dei geni (alcuni non mettono in pratica la lingua nemmeno dopo 2 anni, ma questo non vuol dire che sia super iper difficile, ma che loro hanno problemi con essa), datemi retta.
Se vi sentite inferiori o se non riuscite da soli, non é perché non siete seguiti da un tutore, da un prof. No, sarebbe lo stesso se voi frequentaste la scuola, credete a me.

E se per caso il vostro esperimento, il vostro tentativo appunto fallisse?
Non sentitevi dei perdenti! Finché non vivete qui non potete rapportarvi con questa parte del mondo e quindi comprendere davvero se la vostra indole è adatta a questo luogo o meno. Potreste scoprire che la Corea non fa per voi ed è più che normale. Tornerete a casa comunque arricchiti, non falliti, e sarete comunque migliori di gente che, nonostante abbiano le possibilità, non si butta per paura appunto di affrontare un fallimento.
Gente che magari vivrà per questo pure nel rimpianto.

Ognuno di noi deve trovare il proprio posto nella vita, che sia in Corea, in Burundi o in Italia. Un viaggio studio/lavoro può farvi capire che il posto giusto è qui dove sono io ora, non per questo però è automatico che ci rimaniate, come potrebbe invece farvi comprendere che il miglior posto del mondo è il vostro paese. Dove c'è realmente casa e famiglia.
La smetto di parlare, giuro!

Baci. 
Giorgia


2 commenti:

  1. Io alla veneranda età di 28 anni vorrei tanto andare a stare li per un pò ma non so da dove partire pensavo di andare a fare volontariato per un pò intanto per vedere ma non so veramente da dove cominciare.. scusa se mi permetto ma che lavoro fai in corea ciao^^

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    1. Ciao Claudia, io di anni ne ho 29 compiuti qui da un mesetto.
      Allora partiamo col fatto che trovare lavoro qui, non è facile. Per lavorare devi avere un visto e te lo da solo lo sponsor, quindi bisognerebbe cercare nel campo in cui ha studiato, ancor meglio se hai esperienza, se si può ottenere qualcosa e appunto se sì, bisogna scovare quello che te lo fa avere. Costa circa 3000 euro all'anno al datore,ecco perchè molti si affidano a chi il visto lo ha gia per moltissimi lavori, talvolta pure le università, per dirti. Per ottenerlo serve qualifica e a volte pure esperienza, poi dipende. Senza una qualifica specifica (laurea, o alberghiero per i cuori, ma li vogliono 5 anni di esperienza pure), ti fanno un visto che dura 1 anno o due dipende. Di solito partono da uno ma non si sa mai. Se no c'è il working holiday, che ti consiglio di prendere prima di fare i 30 sicuri, perché poi non lo rilasciano volentieri! Anzi proprio non te lo danno mi dicono 30enni che ci hanno provato. Quindi il massimo di età è si 30 ma 29 compiuti non 30 compiuti. Gran cazzata. Ma li sta all'ambasciata. Il problema che si pone è la lingua. Con l'inglese te la caveresti ma si e no. Appunto se non sai dove cercare, se non hai amicizie, puoi trovare per fortuna, conosco persone che così hanno ottenuto un posticino con questo tipo di visa, ma con l'inglese i lavori diminuiscono radicalmente. Trovi in luoghi con pià stranieri o lavori con gli stranieri o per gli stranieri, o ancora coreani che lavorano per gli stranieri e hanno un buon inglese (o qualche interprete dentro). Sapere il coreano apre invece molte più porte.
      SE NO C'E' appunto il volontariato che erò puoi fare anche senza visto se stai entro i 3 mesi legali con cui puoi rimanere con il visto turistico. In cambio di lavoro danno vitto e alloggio gratis in molte farm. Anche nelle guesthouse, ma in quel caso se si ha un visto è meglio (working o studentesco), perché è già meno probabile che te lo passino come volontariato.
      Io consiglio di fare prima 3 mesi se puoi e di non buttarti subito un anno intero in qualche cosa di cui potresti pentirtene. Devi sapere che non tutti hanno una buona impressione quando vengono qua e cominciano a starci dei giorni, mesi, figurarsi molti un anno, nemmeno tra coloro che amano questo paese e lo sognano. E siccome comunque per fare il working holiday bisogna sganciare quattrini, io prima, se ne hai la possibilità farei un viaggetto di 2 o 3 mesi a seconda di te (massimo 90 giorni per legge) e poi se ti sei trovata bene, arrivata in italia farti il working holiday. Così se ti fai due mesi o tre ti apri anche strade per il working. Alla fine a me è successo così! Non volendo tre mesi prima di questo visto mi sono aperta strade da me. Però devi sbrigarti perché appunto ti mancano due anni.
      Io sono una maestra di scuola materna con 8 anni di esperienza e lavoro negli asili. Insegno però in coreano, ma senza questo visto purtroppo non potrei fare questo lavoro. E poi ne faccio altri due e un mezzo diciamo XD quando mi chiamano raramente questo mezzo.

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